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LE REGOLE DI CONIUGAZIONE E I VERBI IRREGOLARI |
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La Fonomorfologia si occupa, in parole povere, di quali regole generano parole grammaticalmente corrette: da un punto di vista formale
si potrebbe dire che data una stringa alfabetica che rappresenta una parola valida del Vocabolario, le regole fonomorfologiche permettono
di derivare dalla sua radice nuove parole, anche esse appartenenti al Vocabolario.
facciamo un esempio banalissimo: dalla parola <mangiare> si derivano
tutto questo, e molto altro necessario per coniugare correttamente il verbo <mangiare>, può essere rappresentato con delle regole formali, che ci permettono, nel caso specifico che abbiamo preso ad esempio, di decidere se dobbiamo mantenere la <i> presente nel tema del verbo <mangiare> o abbandonarla. in questo caso, la <i> ha il solo scopo di ricordarci che la lettera <g> è dolce, e quindi, quando il terminale che deve essere aggiunto al tema <mang(i)> inizia per le vocali <a> ed <o> (o anche <u>, se ci fosse) sarà necessario mantenerla, altrimenti se ne potrà fare a meno. abbiamo dunque
Il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce sdilenca un poco e gnagio s'archipatta. in questo capolavoro di fonomorfologia, a parte articoli ed avverbi, tutte le parole non esitono, ma rispettano le regole fonomorfologiche, e quindi suonano ragionevoli ad un parlante di italiano. insomma, le regole di declinazione e le regole fonomorfologiche permettono di fare declinazioni corrette sia di verbi che esistono, sia di verbi che non esistono. |
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